The Cinematic Orchestra – Lilac Wine – Riflessione su estetica & comunicazione

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Lilac Wine, clip musicale prodotta in motion design da BL:ND (Los Angeles), diretta da Vanessa Marzaroli. Una clip che dà lo spunto per una riflessione estetica: un’opera di comunicazione (e quindi non strettamente artistica) come un videoclip può essere realizzata in una forma in grado di comunicare poesia?


Poesia reale, intendiamo. Anche nel momento in cui si persegue uno scopo commerciale, come quello appunto di questa clip: partecipare all’operazione di brand identity Dr.Martens 50, in cui il colosso della calzatura ha chiesto a diversi artisti musicali e visuali di realizzare una propria versione audio e video di un grande classico a scelta della storia della musica?

Intanto dategli un occhio. E non negatevi il testo. Che per altro, è meraviglioso.

Prima di iniziare il nostro ragionamento, qualche notizia di scenario. Lilac Wine ha una sua storia lunga e curiosa. Scritta e interpretata da James Shelton nel 1950, passa poi di artista in artista in forma di cover: Eartha Kitt, Judy Henske , Nina Simone, per poi approdare ai due interpreti che sono riusciti a dare fama mondiale al pezzo: Elkie Brooks (Pearls, 1981) e Jeff Buckley (Grace, 1994). La versione che ascoltiamo in questa clip è quella di una nuova cover di The Cinematic Orchestra realizzata ad hoc per Dr.Martens. (A proposito, prima di proseguire nell’articolo, non riesco a non cedere alla tentazione di regalarvi il backstage della realizzazione del pezzo da parte di The Cinematic Orchestra, in cui sono incappato su youtube).

Il video è realizzato magistralmente. Il tema del testo, basato su una pena d’amore è seguito nella forma strettamente. In primo luogo dall’utilizzo della metafora fil-rouge: il volatile, da sempre simbolo dell’amore, della fragilità è l’elemento che guida il video. Poi una serie di metafore secondarie: il pavone, (la vanità), il viso che lacrima (la tristezza), il pesce (la solitudine)… Poi la narrazione di secondo livello, la forma video: il tema della “trasformazione” utilizzata come transizione tra una scena e l’altra rappresenta perfettamente l’idea di “flow” del pensiero, il continuo fluire del dolore. La leggerezza del video e del tratto cercano la leggerezza come il cuore di chi canta la sua disperazione.

Sul tratto, in particolare, meravigliosa la scelta dello stile della calligrafia spenceriana. Il perchè della scelta credo dipenda dalla volontà di utilizzare la calligrafia a mano perchè è quella che tradizionalmente viene usata nella scrittura di una lettera d’amore o di una poesia, il che completa il cerchio di aderenza al contenuto del testo.

(estetica – un salto in rete)

Bene. Volevo iniziare questo articolo indagando quale tipo di concetto di estetica esiste nella nostra contemporaneità. Ho fatto un gioco. Ho pensato che il modo migliore e più istintivo per comprendere cosa la nostra società pensa dell’estetica, potevo in qualche modo dedurlo dalla rete. Ecco i risultati della mia ricerca.

A parte Wikipedia, ci sono diversi risultati interessanti. Intanto il sito con il maggior ranking è www. estetica.it: un intero portale su acconciature, beautyshop e tutto ciò che afferisca al mondo della cura e cultura del corpo. Seguono i siti di chirurgia estetica e figura solo in decima posizione il sito di siestetica, società italiana per i cultori dell’estetica come disciplina filosofica. Facciamo lo stesso esercizio filtrando per video: lezioni di manicure e pedicure. Se filtriamo per immagini? Spa, donne e asciugamani, visi con creme, massaggi. Questo cosa significa?

(cosa significa? un aiuto dalla psicologia cognitiva)

La psicologia cognitiva ci dà un insegnamento: ci dice che la nostra mente costruisce mappe concettuali per orientarci nella realtà. E dice una cosa interessante a proposito riguardo all’associazione visiva dei concetti. Ci racconta che nel momento in cui nominiamo la parola “sedia”, ci verrà in mente ciò che per la nostra storia personale abbiamo legato al concetto di “sedia”. Ad esempio quella dove si sedeva nostro nonno quando ci teneva sulle gambe, se siete romantici, oppure quella particolare sedia vista al salone del mobile, se siete appassionati di design. A me, ad esempio viene in mente la sedia di legno del liceo…mah. E non vi parlo di “bella donna”, qui sarebbe imbarazzante…

Bene, se tutto ciò è vero, e se vero è che la rete è una trasposizione virtuale di una mappa concettuale globale, allora l’immagine contemporanea legata al concetto di estetica, ad oggi, si lega più o meno a suggestioni di questi tipo:

(estetica – facciamo un passo indietro…)

Ora finalmente possiamo tornare a quel risultato di Google che abbiamo volontariamente ignorato: wikipedia. L’estetica, lo sappiamo, è una branca della filosofia. Ma forse dobbiamo ricordare qual’è stato il percorso concettuale di questa scienza. Perchè in esso si ritrova in senso di questa, e soprattutto la risposta alla nostra domanda. Personalmente non mi occupo di filosofia ma se volessi a grande linee andare a cercare il concetto utile per rispondere al quesito posto, direi che lo si trova in due punti principali della storia della Filosofia: nella Poetica di Aristotele che vede l’estetica come rappresentazione dell’idea interiore, atto proprio dell’arte che non solo procura diletto all’uomo, ma da cui l’uomo stesso trae insegnamento attraverso i sensi; e poi nell’illuminismo, nel pensiero di Diderot che racconta il senso estetico e la bellezza come il frutto di un “rapporto” tra l’oggetto artistico e chi lo percepisce con la propria sensibilità individuale.

Ciò che vedo di diverso tra questo e la foto della Spa, è che in qualche modo l’estetica, non è un concetto narcisista. Non si richiude sul corpo, ma comunica significati profondi, non attraverso una comunicazione diretta della parola e del dialogo, ma attraverso il modo silenzioso della forma. Che non racconta sè stessa. Ma ciò che rappresenta.Vi sembra simile a ciò che comunica il corpo di una donna avvolta in un’asciugamano bianco adagiata in una sauna?

(estetica e comunicazione: si può fare poesia con la comunicazione commerciale?)

Non ci resta che fare un sillogismo. Se è vero che l’estetica è la comunicazione di un contenuto attraverso la forma, allora è sufficiente comprendere che la comunicazione commerciale dovrebbe soffermarsi a ragionare su qual’è il contenuto profondo che sta comunicando, quale l’aspetto umano e poetico, alto, elaborarne una forma in grado di catturarne la sostanza profonda da tutti i punti di vista, costruendo così forma più coerente per parlare ai sensi.

Sì è possibile.

E il cliente? E il budget? Ok ok…Ma questa è un’altra storia…

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Teorie della creatività – David Lynch spiega la relazione tra creatività e meditazione trascendentale

Quali siano le teorie della creatività, è oggi ancora poco definito. Nel tempo di teorie se ne sono avvicendate parecchio, da quelle classiche della psicanalisi freudiana che descrive la creatività come risultato di una sublimazione della mente nel convertire un conflitto interiore in energia positiva, fino alle teorie più aggiornate della psicolologia comportamentale che la vedono come una capacità avanzata di alcuni individui di portare a sintesi un’interpretazione complessa della realtà.

Com’è ovvio la creatività che, citando Walter Benjamin, è l’ultima delle esperienze spirituali, non poteva non legarsi in qualche modo a temi più vicini appunto alla spiritualità, alla meditazione. Dedicheremo, speriamo a breve, qualche riga in più in grado di approfondire il tema  ”Cos’è la creatività?”, “Cos’è un creativo?”.

Intanto sentiamo cosa ci dice David Lynch. Buona visione.

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Steve Jobs – Siate affamati, siate folli

Narrazione transmediale

La narrazione transmediale diventa sempre di più una delle possibilità individuate dal mercato dell’intrattenimento. Ecco un articolo molto interessante apparso recentemente su CNet. Oltre a diverse valutazioni sul mondo del cross media di intrattenimento, sono molto interessanti le considerazioni condotte sulla case history “Watchmen”, prodotta per il lancio del film nel corso del 2008 e i link che puntano alle aziende di intrattenimento transmediale nate in USA negli ultimi 2 anni, ad oggi ancora in fase di start-up.

http://news.cnet.com/8301-13772_3-20000954-52.html?tag=newsLeadStoriesArea.1

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De Kerckhove – lezioni sull’intelligenza connettiva 2007

Ripropongo le lezioni di De Kerckhove del 2007 sull’intelligenza connettiva. Relazione al convegno di Milano "La pratica dell’intelligenza nell’impresa e nell’insegnamento”. Chiaramente trovate tutto sul canale Lato2 su Youtube. Imperdibile!

Marhsall McLuhan – Gli strumenti del comunicare

 

Marshall Mc Luhan in una serie di registrazioni degli anni 50-60, racconta la sintesi di "Gli strumenti del comunicare"

Marshall McLuhan è stato uno dei più grandi teorici dei media ad oggi mai esistiti. Una delle sue asserzioni più interessanti riguarda proprio la valutazione che fa dei media come “estensioni” antropologiche dei sensi umani. Ascoltate le registrazioni. Incantano. Più di ogni nostro contemporaneo “Guru” dei media. Forse per il grado di approfondimento della teoria, che sa mettere in relazione i media come elemento antropologico e non sono come elemento tecnico.

Bibliografia (da Wikipedia):

Piazzacreativa.it – aggiornarsi sul viral e il digital adv

Piazzacreativa.it - CLICK TO GO

Hai voglia di sapere quali sono i video più curiosi ad oggi realizzati per le campagne virali? Quali sono le soluzioni più creative ad oggi in circolo per quanto riguarda il digitalADV? Piazzacreativa.it è il luogo ideale per trovare aggiornamento relativo alle campagne di comunicazione on-line. Fatevi un giro. Tutto il meglio degli spot on-line, del viral e del buzz marketing.

Digicult – webmagazine newmedia

Il progetto DIGICULT è diretto da Marco Mancuso, dal Gennaio 2005 senza alcun supporto economico e con un approccio di attivismo culturale. Il progetto si basa sulla partecipazione attiva di oltre 40 professionisti, che rappresentano il primo ampio Network Italiano di giornalisti, curatori, artisti e critici nel campo della cultura elettronica. Nonchè su una moltitudine di stretegie online legate alla comunicazione tramite i new media e alle attività di networking. Un sito imperdibile per i new media addicted.

Nicholas Negroponte – Essere digitali

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E’ il 1990. Il digitale è agli albori nell’uso domestico e nella produzione media. Nicholas Negroponte, presidente del MIT MediaLab, decide di diffondere “il verbo” della rivoluzione. Nasce “Being Digital”. Pubblicazione in cui il ricercatore cerca di “far immaginare” cosa sarebbe diventato il mondo con il crescente ruolo della tecnologia 01. Un libro che ha previsto molti dei cambiamenti degli ultimi vent’anni, e che a quantopare anticipa ciò che deve ad oggi ancora avvenire…stiamo a vedere

Editore: Sperling Paperback – Frassinelli
Collana: Saggi paperback
Data uscita: 07/06/2004
Pagine: 288
EAN: 9788882747244

Andrea Pazienza – differenza tra un professionista e un artista

Andrea Pazienza racconta il suo rapporto con il disegno. “Io devo soffrire ciò che disegno”. Poco più di un minuto di Clip per sentire uno stimolo sull’atteggiamento del creativo con la sua opera. Ascoltate…e guardate la velocità con la quale schizza il suo disegno. Incredibile.